Genova Salone Nautico 2008(...)
(...) cado sugli spini della vita, sanguino. E poi? Cado sugli spini della vita, sanguino, E dopo? Mi faccio portare a letto, mi prendo una breve vacanza, ma dopo pochissimo tempo ricado su quegli stessi spini, compiacendomi del dolore, o soffrendo di gioia - e vattelapesca qual è la combinazione di queste cose! Che cosa c'è di buono, che bene duraturo c'è in me? Non c'è dunque altro tra la nascita e la morte che quello che riesco a tirar fuori da questa perversità - solo un bilancio attivo di emozioni disordinate? Niente libertà? Solamente impulsi? E allora, tutto il bene che ho nel cuore - non significa niente, dunque? E' solo una presa in giro? Una falsa speranza che fa provare a un uomo l'illusione del valore? Così lui va avanti a battersi. Ma questo bene non è fasullo. Io lo so che non è fasullo. Lo giuro.
(...)
Io ho intenzionalmente letto male il mio contratto. Non sono mai stato il proprietario di me stesso, ma soltanto un oggetto in prestito. Evidentemente continuo a credere in Dio. sebbene mi rifiuti di ammetterlo. Ma cos'altro può spiegare la mia condotta e la mia vita? Perciò tanto vale che riconosca come stanno le cose, non foss'altro perchè altrimenti non posso neppure venir descritto. Il mio comportamento implica che c'è una barriera contro la quale ho spinto tutta la mia vita, fin dall'inizio, con la convinzione che fosse necessario spingere, e che qualche cosa ne dovesse risultare. Forse, che riuscissi a un dato momento a passare dall'altra parte. Devo aver sempre avuto questa idea. E' la fede? O è semplicemente un atteggiamento infantile, come quando ci si aspetta di essere amati perchè si fa bene il compito? E se stai proprio cercando una spiegazione psicologica, ebbene sì: è infantile e classicamente depressivo.
(...)
Saul Bellow - Herzog
(...) cado sugli spini della vita, sanguino. E poi? Cado sugli spini della vita, sanguino, E dopo? Mi faccio portare a letto, mi prendo una breve vacanza, ma dopo pochissimo tempo ricado su quegli stessi spini, compiacendomi del dolore, o soffrendo di gioia - e vattelapesca qual è la combinazione di queste cose! Che cosa c'è di buono, che bene duraturo c'è in me? Non c'è dunque altro tra la nascita e la morte che quello che riesco a tirar fuori da questa perversità - solo un bilancio attivo di emozioni disordinate? Niente libertà? Solamente impulsi? E allora, tutto il bene che ho nel cuore - non significa niente, dunque? E' solo una presa in giro? Una falsa speranza che fa provare a un uomo l'illusione del valore? Così lui va avanti a battersi. Ma questo bene non è fasullo. Io lo so che non è fasullo. Lo giuro.
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Io ho intenzionalmente letto male il mio contratto. Non sono mai stato il proprietario di me stesso, ma soltanto un oggetto in prestito. Evidentemente continuo a credere in Dio. sebbene mi rifiuti di ammetterlo. Ma cos'altro può spiegare la mia condotta e la mia vita? Perciò tanto vale che riconosca come stanno le cose, non foss'altro perchè altrimenti non posso neppure venir descritto. Il mio comportamento implica che c'è una barriera contro la quale ho spinto tutta la mia vita, fin dall'inizio, con la convinzione che fosse necessario spingere, e che qualche cosa ne dovesse risultare. Forse, che riuscissi a un dato momento a passare dall'altra parte. Devo aver sempre avuto questa idea. E' la fede? O è semplicemente un atteggiamento infantile, come quando ci si aspetta di essere amati perchè si fa bene il compito? E se stai proprio cercando una spiegazione psicologica, ebbene sì: è infantile e classicamente depressivo.
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Saul Bellow - Herzog
postato da: cervellatore alle ore 19:11 | Permalink | commenti (2)
categoria:letteratura, fotografia, psyco, altri ospiti
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